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martedì 9 giugno 2020

Taccuini per disegnare - le buone abitudini

Ne ho parlato ogni tanto su Instagram: il confinamento forzato di questi mesi mi ha imposto nuovi ritmi e abitudini. Una di queste è una novità a cui non intendo più rinunciare e consiste nel riempire alcuni taccuini con esercizi di disegno e semplici scarabocchi liberatori. Vi spiego meglio di che cosa si tratta...

Da alcuni anni colleziono taccuini. Si tratta di quaderni di piccole dimensioni, di notes a fisarmonica o di blocchi particolari. Talvolta hanno le pagine bianche, ma ne ho anche in carta riciclata o con i fogli neri. Alcuni mi sono stati regalati, altri li ho acquistati io. Spesso sono corredati da matite o altri accessori. Che cosa hanno in comune? Che non ho mai il coraggio di usarli.

Lo so, è una "malattia" che mi accompagna dall'infanzia: non avevo mai il coraggio di usare i materiali di consumo più belli, come per esempio gli adesivi. I quaderni e i diari dei miei amici erano arricchiti con decine di adesivi, io non incollavo neanche le figurine doppie. Così da adulta a volte ritrovo alcuni tesori inutilizzati e ormai inutili. Questo periodo così particolare mi è sembrato quello giusto per mettere in atto un cambiamento.

Ho iniziato a disegnare su due di questi quaderni: il primo lo chiamo il taccuino nero: la copertina è nera e così anche l'inchiostro della penna che ho usato per scarabocchiare al suo interno. Durante questo confinamento abbiamo più tempo libero e così io ho finalmente ripreso a esercitarmi con il disegno. Lo userò per esercitarmi anche con pennarelli neri e china, lo spessore delle pagine lo consente.

La rivoluzione più grande però è stata un'altra ovvero quella del "taccuino dei disegni liberi". Questo è il nome che ho dato a un bellissimo quaderno con le pagine quadrate dove ho dato libero sfogo alla fantasia...

Quando avanza del colore sulla tavolozza mi dispiace lasciarlo lì, mi sembra di fargli un torto... Di solito lo uso nel primo modo che mi viene in mente, fosse anche solo per un ritocco o un esercizio. In questo caso ho messo in pratica un esercizio di libertà: avevo deciso di ricominciare a disegnare senza preoccuparmi dei canoni e delle regole, così ho pensato di fare poche pennellate con gli avanzi di colore e aggiungere dei tratti con una semplice penna a sfera nera.

Avevo promesso a me stessa di ritrovare la spontaneità tipica dei bambini e di disegnare senza troppa paura, quindi eccomi qui... le promesse vanno mantenute! Voi quali nuove buone abitudini avete adottato in questi mesi così strani?

martedì 5 maggio 2020

Souvenir fai da te

Quest'anno avevo in programma molti viaggi, ma a causa dell'emergenza sanitaria ho rinunciato a ogni spostamento (perdendo i soldi spesi per i biglietti, ma visto quello che accade è un piccolo sacrificio che sono fiera di aver compiuto): guidata dal wanderlust ho ripensato al viaggio dell'anno scorso e ai souvenir che ho portato agli amici e ho deciso di mostrarveli meglio perché rientrano a pieno titolo nel DIY.

Era febbraio 2019, mi ero recata a Parigi per andare a trovare mia sorella (cosa che di solito faccio con una discreta frequenza, ma adesso non so quando potrò passare di nuovo un po' di tempo in sua compagnia). In una bancarella avevo acquistato un libro usato molto vecchio e rovinato con l'obiettivo di sfruttare le sue pagine come sfondo per alcuni disegni. Ho pensato che alcuni scorci parigini sarebbero stati il soggetto perfetto per queste illustrazioni. Quando ho preparato l'esame di 'Comunicazione letteraria nell'Italia novecentesca' ho appreso che il termine souvenir in origine si riferiva proprio ai disegni realizzati dai giovani rampolli durante i loro viaggi di formazione per l'età adulta: molti di loro erano abili nel disegno, altri si portavano artisti al seguito per immortalare ciò che vedevano durante il viaggio. Così ho fatto anche io per portare un ricordo del mio viaggio agli amici più cari.

Questi piccoli regali mi hanno anche permesso di non occupare troppo spazio in valigia e non è un fattore secondario per me che viaggio solo con il bagaglio a mano!

Oltre a realizzare i souvenir per gli amici ho poi voluto giocare con qualche disegno per me e Francesco e ho utilizzato anche delle matite colorate. Quando sono a Parigi mi viene sempre voglia di disegnare e mi rilasso, è la mia terapia.

Per un po' i viaggi saranno solo un ricordo, proprio come questi souvenir... ma sono sicura che appena ne avremo di nuovo la possibilità sapremo apprezzarli ancora di più.

martedì 16 aprile 2019

Masterclass con Giorgio Cavazzano

I tre anni trascorsi alla Scuola del Fumetto di Milano sono stati veramente speciali e mi hanno regalato esperienze, ricordi e amicizie. Anche i docenti e il personale della scuola erano diventati familiari, quindi ho cercato di continuare a vivere anche da fuori un po’ di quell'atmosfera bellissima. Così quando ci sono degli eventi organizzati da loro cerco di prendervi parte e così è stato il 22 marzo in occasione della masterclass con Giorgio Cavazzano.
Ci ha raccontato come è nato il suo sogno, a partire dall'esperienza come assistente per suo cugino che disegnava fumetti: “Mio cugino era la star della famiglia […] entravo nel suo studio e sentivo il profumo della grafite e il profumo della gomma per cancellare”. Quali sono stati gli altri suoi "maestri"? Si è ispirato a Piranesi per la prospettiva e andò in una stamperia per capire le tecniche di incisione, acquaforte e puntasecca. Tutto questo oltre al lavoro a bottega con Romano Scarpa. Conferma che oltre al talento servono studio e molta pratica: “Non smettete mai di capire e di copiare anche!” è stato il suo consiglio.

La sua professione è iniziata grazie a una serie di fortunati eventi, che lui ricorda con il sorriso (e che in parte avevo già letto in una intervista pubblicata sul numero 3197 di Topolino, del quale ho fatto autografare la copertina disegnata da lui). Quando era ancora giovanissimo Cavazzano aveva cercato di rintracciare e conoscere il disegnatore Romano Scarpa, anche chiedendo sfacciatamente ai negozianti di Venezia se lo conoscessero, ma non aveva ottenuto informazioni utili. Un giorno, mentre si trovava sul vaporetto, mostrò ad alcuni ragazzi i disegni del cugino ai quali stava lavorando e questi finirono proprio nelle mani della compagna di Scarpa. In quel periodo il disegnatore era alla ricerca di un nuovo assistente in quanto il ragazzo che lo aveva affiancato fino a quel momento aveva abbandonato il suo ruolo perché aveva ricevuto la vocazione. Questa storia Cavazzano la scoprirà solo diversi anni dopo, incontrando proprio il parroco di Jesolo ex collaboratore di Scarpa (Don Paolo Donadelli). Sembra proprio che l’universo abbia architettato un piano molto preciso per allontanare Giorgio Cavazzano dagli studi come perito chimico ai quali i genitori lo avevano indirizzato. Per sua e per nostra fortuna!
Nonostante queste premesse, la sua carriera ha incontrato anche dei momenti difficili. Durante il suo lavoro per Topolino aveva provato a chiedere un aumento, senza successo. Così decise insieme alla moglie di investire la sua liquidazione di 300000 lire per acquistare due biglietti per andare a Parigi e tentare di lavorare all'estero: per una tavola di fumetto Mondadori pagava 20000 lire, mentre in Francia venivano corrisposti 120 franchi francesi che equivalevano a circa 160000 lire. La sua intraprendenza fu premiata. “Anche le delusioni sono state una forza” ci ha detto.

Gli abbiamo chiesto qualche consiglio pratico e lui ci ha descritto meglio il suo lavoro: “La manualità deve essere prima esercitata con la matita: utilizzo la 2B, non faccio mai la punta e cancello molto”. Nelle sue illustrazioni si riconoscono alcuni elementi ricorrenti, come la struttura a V e la collocazione del soggetto sulla destra per conferire tridimensionalità.
“Le mie giornate di lavoro non hanno un orario. Alla fine della serata devo essere soddisfatto di quello che ho fatto: se sono soddisfatto io lo è anche il lettore”. Su questo aspetto insiste in modo particolare: il massimo rispetto per il lettore, come gli ha insegnato Romano Scarpa.
“Ci sono giornate in cui la matita è un chiodo e altre in cui scivola come una meraviglia”. Il segreto per fare una caricatura? “Abituare l'occhio a trovare 3 elementi caratteristici”.
Questo incontro ha avuto luogo all'interno di Milanofil 2019, la fiera dedicata alle collezioni organizzata da Poste Italiane e giunta alla sua XXXII edizione. Infatti Cavazzano è anche l'autore di bellissimi disegni che sono stati stampati sui francobolli italiani, gli ultimi dei quali in occasione dei 70 anni di Topolino. Indimenticabili le sue versioni di alcuni capolavori del cinema italiano, durante l’incontro ci ha anche raccontato la telefonata di Federico Fellini che ha scambiato per uno scherzo telefonico! Merita una menzione anche la collaborazione con Tiziano Sclavi che ha definito “un momento magico” (conoscete Altai & Jonson?); oltre a Topolino e ai celebri disegni per il gelato Cucciolone ha lavorato anche per Kinder Sorpresa, si è occupato di pubblicità e di numerose copertine. Non si è mostrato invece interessato al mondo dell’animazione: “la trovo troppo monotona” ci ha confessato.
È un autore apprezzato anche fuori dal nostro territorio (in particolare in Francia, ma anche Germania e Finlandia), io sono molto fiera che sia italiano e sono felice di averlo potuto conoscere di persona. Ci ha congedato con queste parole: “Qualcuno di voi uscirà su una tavola di Topolino”. Se lo dice lui… ;)

martedì 10 aprile 2018

Magliette personalizzate per l'addio al nubilato

Io e le mie amiche siamo appena rientrate da un viaggio speciale: un addio al nubilato! Questo post è rimasto in bozza molto a lungo, finalmente la sorpresa è stata svelata e posso condividerlo.

L'IDEA PER QUESTE MAGLIETTE
La testimone di nozze ha avuto l'idea di realizzare delle magliette personalizzate per il viaggio. Visto che la futura sposa si occupa di montaggio video, la sua idea è stata quella di scrivere "ciak si gira" e io mi sono offerta di trasformare questo slogan in una illustrazione ad hoc.
Non avevo dimestichezza con l'oggetto del disegno, quindi poi ho perfezionato gli sketch guardando alcune fotografie... fino ad arrivare all'immagine vettoriale definitiva, che abbiamo inviato allo stampatore affinché la trasferisse sulle magliette (nere per noi e bianca per la sposa, ovviamente).
Il risultato è piaciuto a tutte e questo mi ha reso veramente fiera. Con i miei disegni spero sempre di regalare qualche emozione. Questo è il desiderio primario di qualsiasi illustratore!

IL RISULTATO
Abbiamo indossato le magliette il secondo giorno, quando finalmente eravamo tutte riunite per la colazione.
Amiche e magliette personalizzate, una combinazione perfetta <3

P.S. Prossimamente vi racconterò qualcosa di quello che abbiamo visto durante questo viaggio, rimanete sintonizzati!

martedì 30 gennaio 2018

Hand lettering, i miei appunti rilegati al Salone della Cultura

Quest'anno ho intrapreso un nuovo folle percorso... Non può essere universalmente descritto così, ma lo è sicuramente per una persona di 35 anni impegnata con diversi lavori e innumerevoli hobby! Per farla breve, mi sono iscritta alla facoltà di Scienze umanistiche per la comunicazione. Sono passati più di 10 anni da quando assistevo dal fondo delle aule alle lezioni di Storia del teatro senza essere iscritta, adesso invece posso sedermi fieramente in prima fila! Nonostante la fatica, sono contenta della mia scelta.
Per il momento ho sostenuto il primo esame e nel prendere appunti dal manuale di Cinema mi sono dilettata con una delle mie passioni più recenti: l'hand lettering. In realtà è stata la mia amica Lucia a dirmi che si chiama così, io cercavo solo di realizzare degli schemi con un aspetto grafico più accattivante affinché i concetti mi si fissassero nella mente. Non nascondo che è stata una soddisfazione mettere insieme tutte le pagine.
Partecipando al Salone della Cultura ho colto l'occasione per trasformarli in un piccolo fascicolo grazie all'iniziativa organizzata in collaborazione con la Tipografia Mediagraf spa e Xerox Italia spa: ho consegnato i file in pdf e loro hanno realizzato la stampa professionale e la cucitura a punto metallico. Il risultato mi è piaciuto tantissimo e dà un aspetto molto più rifinito a questo piccolo progetto.

Come vi avevo anticipato, non mi trovavo lì per caso: domenica 21 in occasione del Salone della cultura ho presentato il libro Spremuta di pancia per il quale ho realizzato le illustrazioni. Ne è venuta fuori una piacevole chiacchierata con la scrittrice Valentina Fioruzzi, se siete curiosi ne trovate un estratto su YouTube:
Non siamo abituate a parlare in pubblico, però aver trasformato il nostro intervento in una conversazione ha reso tutto più semplice. Se le vostre librerie di fiducia non hanno ancora il nostro libro, ordinatelo!!! Potete invece trovarlo più facilmente presso le librerie Feltrinelli e Mondadori.

martedì 16 gennaio 2018

Ci vediamo al Salone della Cultura

Il libro Spremuta di pancia, scritto da Valentina Fioruzzi e illustrato da me, vi aspetta al Salone della Cultura che si terrà a Milano il prossimo fine settimana! Domenica 21 gennaio dalle 10:15 alle 11 potrete incontrare anche me e Valentina, che saremo presenti insieme all'Editore per una presentazione speciale che coinvolgerà anche i bambini presenti.

Il Salone della Cultura nasce dal proposito di portare il mondo del libro, con tutte le sue sfaccettature, al grande pubblico, permettendo sia ai lettori sia ai collezionisti di apprezzare le novità editoriali presentate, di trovare libri esauriti o rari e scoprire in questo modo veri e propri tesori di carta.
In mezzo a tante pagine potrete trovare anche mostre, laboratori e dimostrazioni, molte delle quali gratuite.

Si svolge presso SUPERSTUDIO PIÙ in Via Tortona 27 a Milano e l'anno scorso ha contato oltre 35000 visitatori. Se vi interessano altri numeri, sono stati stimati 10.000 mq di superficie espositiva tra spazi coperti, giardino, terrazza e 2000 mq di cortili interni, con copertura wi-fi ovunque.

L'ingresso al Salone è a pagamento per gli adulti e gratuito per i bambini, potete trovare maggiori informazioni sul sito dell'evento. Vi aspetto!

martedì 24 ottobre 2017

#ioleggoperché

#ioleggoperché è il nome di una bellissimo progetto che coinvolge molte librerie in tutta Italia e si pone come obiettivo di sviluppare le biblioteche scolastiche.
Sabato 21 ottobre ho partecipato attivamente a questa iniziativa insieme alla scrittrice Valentina Fioruzzi e con l'Associazione Scuola Pisacane Locatelli organizzando un laboratorio nella Libreria Centofiori di Milano. Abbiamo accompagnato i bambini alla scoperta dei racconti, discutendo insieme a loro di come nascono le storie e come nascono i disegni che le accompagnano... poi li abbiamo coinvolti in un gioco che li ha portati a dare vita al loro racconto e rappresentarne i protagonisti sulla carta facendo uso dei più svariati materiali.
Queste sono alcune immagini che mostrano il loro incredibile lavoro, dalla storia collettiva alla creazione dei personaggi:
Con l'occasione abbiamo raccontato ai bambini quale processo ha dato vita al libro scritto da Valentina e illustrato da me, rendendoli partecipi di questo lungo e splendido cammino. Qualcuno ci ha anche confidato che da grande vorrebbe fare la stessa cosa, non potremmo essere più fiere di così. Prese dall'entusiasmo abbiamo anche provato a scattarci un selfie mostrando il nostro lavoro "Spremuta di pancia", ma non siamo millennials e non ci è venuto molto bene... in ogni caso siamo felici di "averci messo anche la faccia"!
E io, perché leggo? Perché nella mia mente ogni pagina sprigiona forme e colori. Non potrei mai farne a meno, ve lo assicuro. Invece voi?
La raccolta si concluderà il 29 ottobre 2017, quindi se volete contribuire siete ancora in tempo. Buona lettura a tutti!

martedì 10 ottobre 2017

Finalmente i miei disegni in tutte le librerie!

Ne avevo parlato un anno e mezzo fa proprio su questo blog, rimanendo molto sul vago. Adesso posso finalmente svelarvi ogni dettaglio di questo progetto al quale ho lavorato moltissimo e al quale sono enormemente legata! Mi emoziono scrivendo queste righe e sicuramente sembrerò più impacciata del solito... proverò comunque a raccontarvi questa storia.

Tutto è iniziato nel 2012 quando ho realizzato le illustrazioni per alcune fiabe scritte da Valentina Fioruzzi pubblicate nella sezione Bambino del sito di Donna Moderna. La prima si intitolava "Mucche che pigolano, pulcini che nitriscono", poi ne seguirono molte altre. Non conoscevo personalmente la scrittrice, ma mi sentii subito in sintonia con lei e così decisi di cercarla... per fortuna mi ero già convertita ai social network e così fu facile. Da lì non ci siamo più perse di vista e abbiamo continuato a confrontarci e parlare dei nostri rispettivi lavori, spesso chiacchierando davanti a un dolcetto o una centrifuga di frutta. Questo fino a quando, alla fine del 2015, mi propose di illustrare una sua storia che era stata selezionata dalla casa editrice "il Ciliegio". Loro avevano visto il frutto delle nostre precedenti collaborazioni e ci avevano scelto per lavorare con loro. Da lì è iniziato questo bellissimo percorso.
Per prima cosa io e Valentina ci siamo incontrate davanti a un caffè e abbiamo diviso la storia in blocchi per distribuirla nelle 36 pagine previste dall'Editore, poi ho continuato il mio lavoro in solitaria. Non senza tenere costantemente aggiornata l'autrice! Schizzi e storyboard sono stati inviati a lei e all'editore, quindi dopo qualche modifica e dopo aver ricevuto la loro approvazione ho iniziato a realizzare i disegni definitivi e a colorarli.

Mi sono dedicata a questo lavoro per circa un anno, quindi sono molto legata ad ogni pagina del libro (anche alle illustrazioni che probabilmente adesso rifarei diversamente!), ve ne mostro qualcuna...
Il momento più difficile è stato aspettare pazientemente che il libro venisse pubblicato e distribuito nelle librerie. Quando ho potuto toccare con mano il frutto del lavoro svolto insieme a Valentina mi sono veramente emozionata! Sono un po' all'antica, ma i libri di carta per me hanno un fascino particolare. Nonostante non sia la prima volta che vedo un mio lavoro trasformarsi in pagine di un libro, non posso fare a meno di pensare che sia una procedura un po' magica.
Quale occasione migliore per un selfie? Come vedete non ci so fare e la luce non è molto azzeccata, ma descrive bene la mia emozione nel toccare con mano questo piccolo, grande lavoro. Si chiama "Spremuta di pancia" e anche lui parla di emozioni. Potete trovarlo nelle migliori librerie oppure ordinarlo sul sito dell'Editore. Buona lettura a grandi e piccini!

martedì 5 settembre 2017

Il mio taccuino da viaggio

Quando parto voglio avere con me il taccuino acquistato a Parigi nel 2006. Non sempre riesco ad aggiornarlo con schizzi e scarabocchi, ma preferisco non correre rischi ed essere attrezzata. Quest'anno mi sono assentata da casa per un periodo troppo breve inoltre il caldo mi ha dissuasa dall'avventurarmi in città, quindi ho realizzato un solo disegno mentre godevo del poco vento da un punto privilegiato della casa: il terrazzo. Un'estate pigra, insomma!
Questo è il disegno che ho realizzato, step by step: osservando una bellissima stella marina, vecchia di decenni, ho deciso di riprodurla utilizzando il bianco e il nero. Purtroppo la penna bianca appena acquistata era difettosa, così ho utilizzato un pennarellone bianco (che ho imparato ad apprezzare ai tempi della scuola del fumetto) insieme a svariati Pigma e pennarelli con la punta a pennello. Qui potete vedere i passaggi che hanno dato vita al disegno:
Al rientro invece ho lavorato alla riproduzione veloce di un rametto trovato sul balcone, una semplice erbaccia che aveva completato il suo ciclo vitale e prodotto i semi.
Il contenuto di queste pagine è un mix di luoghi ed emozioni, partenze e ritorni. Alcune le avete viste nel post dedicato al mio ultimo viaggio, ma ho pensato di mostrarvi altri due schizzi tracciati negli anni passati, sempre durante i miei viaggi a Parigi...
Questo tipo di carta mi ha svelato un nuovo modo di disegnare, che mantiene alcuni punti in comune con quello appreso durante la Scuola del Fumetto, ma che mi permette di giocare con un livello in più. Il resto hanno fatto i viaggi e le emozioni. Il desiderio di partire non si ferma mai!

martedì 25 luglio 2017

Disegno del logo per Pettirosso Edizioni

Ci sono progetti belli (mi perdonerete l’uso di questa parola così banale eppure insostituibile) frutto del lavoro di persone altrettanto belle ai quali non negherei la mia partecipazione per nessuna ragione. Questo è il caso della collaborazione con Laura Rimola per la creazione del logo della sua nuova casa editrice: Pettirosso Edizioni. Conosco Laura da molti anni e di lei posso dire due cose: il primo aspetto che mi sento in dovere di confermare è che si tratta di una ricercatrice seria, coerente e sempre impegnata, mentre il secondo elemento che la rende speciale è che dove cammina lei sbocciano storie. Questa immagine sarà più chiara tra un po’. Non racconterò in queste pagine gli eventi personali che ci hanno fatto incontrare, ma posso garantire che anche quelli sono stati frammenti della sua instancabile ricerca. Voglio invece concentrarmi sul giorno di settembre dello scorso anno in cui mi ha scritto per coinvolgermi nel suo progetto.

Mi arrivò un suo messaggio nel quale mi chiese di realizzare un logo per la casa editrice che desiderava fondare e mi mostrò quello che lei definì un suo scarabocchio: ai miei occhi quelle poche linee tracciate a matita apparvero subito perfette come contenuto, così ho deciso di non modificarlo significativamente e concentrarmi unicamente sulla loro trasformazione in un file grafico pulito e versatile. Ho quindi riprodotto il pettirosso stilizzato con i miei amati Pigma e dopo aver importato questa immagine l’ho trasformata in un logo vettoriale adatto a tutti gli usi.
In un secondo momento ho realizzato una variante del pettirosso con la pancia rossa-arancione e Laura nel sito l’ha inserito proprio così, in sintonia con le illustrazioni a colori delle altre sue collaboratrici. (A proposito delle immagini sul sito, avete visto le immagini meravigliose di JennaPaddey?)
Per necessità sopraggiunte in seguito abbiamo dovuto sostituire la mia scritta con una font già esistente, ma il risultato è così spontaneo da aver stupito anche me. Ed ecco che questo piccolo pettirosso ha preso il volo nel mese di aprile e, finalmente, il primo libro scritto da Laura è acquistabile da tutti.
Il titolo “Le Vergini Fiorite. Leggende e Racconti di Fiori e Fanciulle” è già abbastanza esplicativo, ma vi spiego in breve di cosa tratta: avete presente i bellissimi racconti popolari che si raccontavano un tempo? Quelli non scritti, oppure quelli di cui esistono diverse trascrizioni, ma che portano con loro un grande bagaglio culturale e spirituale… Ecco, Laura si è impegnata per ritrovarle, riportarle alla luce e ridare loro il significato più puro. La prima raccolta di queste storie ha come protagonista i fiori e le fanciulle che ne rappresentano l'incarnazione naturale.
Quella che apre il post è una mia foto del volume in questione, la splendida immagine sulla copertina è opera di Anna Speshilova (non si può dire che Laura non ami circondarsi di professioniste!)

I libri editi da Pettirosso Edizioni possono essere richiesti all’indirizzo pettirossoedizioni@gmail.com oppure possono essere acquistati tramite Amazon, IBS e i maggiori bookshop online.

martedì 11 luglio 2017

Tanti auguri a NOI!

Anche quest'anno è arrivato il momento del BI-compleanno! Io e Francesco festeggiamo lo stesso giorno ed è quindi una ricorrenza ancora più speciale. Per lui, che è giovincello, questa volta è arrivato il momento dei fatidici 30 quindi i festeggiamenti si protrarranno a lungo... e io sono in ritardo con tutti i miei lavori!
Sì, mi giustifico con questo post ;)
La cosa più importante però è non dimenticare che anche quest'anno uno dei regali che gli ho fatto è frutto delle mani di un'abile e giovanissima creativa: conoscete la tecnica dell'amigurumi? Ho fatto realizzare per lui un bellissimo Magikarp! (ve l'ho detto che è giovincello, quindi è cresciuto con i Pokémon)
I pacchetti che ho confezionato per lui erano tutti rossi e arancioni, in questo periodo sono i colori che mi girano intorno (come dimostra anche il mio account Instagram)
I festeggiamenti continueranno ancora per un po', ma questa volta sto lasciando organizzare tutto a lui. Intanto... Tanti auguri a NOI!

martedì 30 maggio 2017

Ultimo Tour di Parigi, tra shopping e taccuini

Nel mese di marzo sono andata a fare visita alla mia sorellona che abita a Parigi da oltre 10 anni. Amo molto sia mia sorella sia la città, quindi ho trascorso una settimana meravigliosa. Vi avevo promesso che ne avrei parlato sul blog, ma quando sono rientrata a Milano mi sono ritrovata a dover gestire tanti eventi e collaborazioni che non potevano essere rimandati, quindi ho posticipato di un paio di mesi il mio piccolo resoconto.
Anche questa volta mi ha accompagnato il taccuino da viaggio acquistato molto tempo fa in un passage, quindi oltre alle foto di alcuni negozi che mi hanno colpita particolarmente vi mostrerò il lato più personale del viaggio attraverso i miei scarabocchi. Infine svelerò gli acquisti che ho fatto in quei giorni (e che hanno trasformato il peso specifico del mio piccolo trolley).

Merci - 111 Boulevard Beaumarchais
Mia sorella mi aveva parlato moltissimo di questo posto, finalmente sono riuscita a visitarlo. Inizio a dire che lo consiglio a tutti: irrinunciabile per gli appassionati di arredo, ma di grande interesse anche per chi ama l’abbigliamento, la cartoleria e la tecnologia.
Lo spazio è già da solo un ottimo motivo per una visita, infatti si tratta di una ex fabbrica (e per una persona nata e cresciuta a Milano in Via Savona è come sentirsi a casa). Gli allestimenti sono tematici e mutano di continuo, io ho potuto ammirare quello spettacolare dedicato alla primavera intitolato “Look at the Flowers” che ha trasformato per alcune settimane il negozio in un giardino surreale, dove al centro spiccavano le ricostruzioni di grandi alberi in fiore. Purtroppo non avevo con me la macchina fotografica e gli scatti del mio cellulare non rendono giustizia alla magia del posto. Visitatelo!

Le Village Saint-Paul - Rue Saint-Paul
Se vi concedete una visita del Marais, il mio quartiere preferito di Parigi, fate un salto in questo complesso di cortili pieno di botteghe e atelier. Ammetto che negli ultimi anni ha perso un po’ del suo lustro e vedere molte vetrine chiuse intristisce, però secondo me merita ancora. Ha un fascino d’altri tempi e passare da un cortile all’altro è veramente rilassante.
Rue Saint-Antoine e dintorni: dopo potrete buttarvi di nuovo nello shopping più frenetico nelle vie adiacenti, tra abbigliamento, oreficerie e pasticcerie (io sono tornata a casa con una torta di grano saraceno con pepite di cioccolato, biscotti al grano saraceno e cannella e del croccante bretone, fonti di burro e felicità!)

BHV - 52 Rue de Rivoli
Il Bazar de l'Hôtel de Ville è un grande magazzino simile al nostro La Rinascente, ma è ancora più maestoso e ricco di meraviglie. Vi dico solo che l’intero seminterrato è dedicato al bricolage e il reparto di lampadine è talmente grande che vi ho trascorso mezz’ora! Non manca un piano dedicato alla cartoleria e al DIY con enormi scaffali pieni di Washi Tape (ce n’erano anche marchiati Ladurée), carte di tutti i tipi, perline, Décopatch e altri oggetti estremamente desiderabili. Non è economico, ma se è per lavoro la spesa è giustificata… no?

Lungo il Canal Saint Martin si susseguono una serie di negozi imperdibili! Vi suggerisco i due che preferisco:
Antoine et Lili - 95 Quai de Valmy
Complementi d’arredo che spaziano da Frida allo stile “jungalow” passando per le ceramiche di ispirazione giapponese fino ad arrivare ai fenicotteri rosa. Anche questo è un negozio che non può non piacere, a parte la solita pecca dei prezzi parigini.
ARTAZART - 83 Quai de Valmy
Una libreria dell’immagine che mi fa perdere la testa ogni volta! In vendita si trovano libri dedicati ad ogni tipo di arte visiva, dalle meraviglie per l’infanzia ai volumi dedicati al packaging. Almeno mezz’ora dedicatela a questo posto.

Negozi giapponesi - tra rue Sainte-Anne e rue de Richelieu
Merita di essere attraversato almeno una volta questo quartiere ricco di negozi, supermercati e ristoranti giapponesi. Situato nel pieno centro di Parigi, consente un piccolo “viaggio nel viaggio”. La volta scorsa avevo esplorato il quartiere cinese, potevo lasciarmi scappare questo? Io e mia sorella abbiamo pranzato in un piccolo ristorante e poi siamo tornate a casa con gli ingredienti per una deliziosa zuppa di miso, che lei cucina in maniera impeccabile. Io avrei acquistato tutto, in particolare il cuscino a forma di volpe che ho visto in vetrina da Le facteur n'est pas passé (26 Rue de Richelieu), ma tra kimono e daruma, borse e libri, vi assicuro che ho fatto fatica a trattenermi. Mi hanno fermato solo le dimensioni del mio trolley… come souvenir per gli amici ho acquistato qualche piccolo articolo alimentare misterioso dal packaging imbarazzante.

Fleuriste
Un discorso a parte meritano i fioristi parigini, una delizia alla quale non rinunciano in nessuna zona della città! In effetti hanno ragione: i fiori mettono di buon umore, i loro allestimenti curati sono una ricchezza per il quartiere e rendono piacevole qualsiasi passeggiata. Qualche foto sparsa…

Il mio Shopping
Cosa ho comprato come souvenir? Un piccolo portalampada in filo metallico da Merci che però non ho potuto mettere in valigia… comunque quando lo avrò assemblato ve lo mostrerò! Diversi libri per l’infanzia, perché a Parigi si trovano librerie e bancarelle in ogni angolo della città. Perché da noi si è persa questa sana abitudine? Infine le copie di marzo di Flow Magazine e di Marie Claire idées, le riviste più belle in commercio per chi come me ama DIY, illustrazione e soprattutto cerca ispirazioni tra belle immagini e impaginazioni perfette. La carta pesa e il mio bagaglio a mano ha mutato il suo peso specifico. Di questi trovate la foto sul mio profilo Instagram.

I miei appunti di viaggio…
Sul taccuino acquistato anni fa durante uno dei miei tanti giri nei passage, le piccole gallerie che attraversano i palazzi di Parigi, anche questa volta ho raccolto immagini ed emozioni. Ho iniziato scarabocchiano il mio viso che vedevo riflesso sullo schermo del mio smartphone spento (poiché senza connessione) utilizzando dei pennarellini Pigma scarichi. Poi nei giorni successivi mi sono fatta ispirare da quello che vedevo nelle vetrine, in questo modo un cactus lampada e un cactus cuscino esposti uno accanto all’altro si sono trasformati nei coniugi cactus e altri personaggi hanno scoperto una nuova esistenza sulle mie pagine. Infine una mezza giornata trascorsa insieme alla famiglia del capo di mia sorella, con l’astuccio a forma di coniglio della piccola Carolina che meritava un’illustrazione tutta sua.

Buon Viaggio!

martedì 16 maggio 2017

Test di stampa digitale

Sono stata selezionata per testare i servizi di stampa Saal digital, quindi oggi vi parlo dell’illustrazione che ho creato per questo scopo e del servizio che mi hanno offerto.
Per prima cosa vi racconto come è nato il mio disegno. Fino al mese scorso sono stata impegnata con la realizzazione delle illustrazioni che compariranno su un libro per l’infanzia. Verrà distribuito nelle librerie il prossimo ottobre, avrei voglia di mostrare a tutti il mio lavoro subito… invece dovrò pazientare. Così ho deciso di prendere un particolare di queste illustrazioni (cioè l’immagine di un poster appeso sulla parete di una cameretta) e rielaborarlo in una nuova illustrazione. Potendo lavorare su un grande formato di stampa e avendo la possibilità di scegliere tra molti supporti diversi, ho deciso di sbizzarrirmi con le sfumature. Ho aggiunto anche una scritta, per giudicare invece la definizione delle linee. La frase che ho scelto non è stata scritta da me, ma sul web non sono riuscita a risalire all’autore quindi se qualcuno potesse soddisfare la mia curiosità mi scriva nei commenti!

Torniamo a Saal Digital: ho effettuato l’upload del mio file direttamente dal sito, ma può essere scaricato un software gratuito per svolgere la stessa operazione e sfruttare altre opzioni. Nel mio caso l’immagine non doveva subire modifiche, quindi ho preferito ridurre al massimo i passaggi. La prima schermata che si apre permette di selezionare l’articolo, in questo caso un “fotoquadro”, dopodiché è possibile scegliere il supporto: ho deciso di stampare sul pannello composito in alluminio Dibond per vedere l’effetto di stampa di un mio disegno su un materiale insolito! Ho scelto il formato, nel mio caso completamente personalizzato e dopo aver caricato l’immagine ho scelto le modalità di invio.
Stampa e consegna sono stati completati in pochissimi giorni.
La qualità del prodotto è indiscutibile: il pannello in alluminio ha una finitura opaca che conferisce una lucentezza particolare senza causare fastidiosi riflessi inoltre sia le campiture più ampie sia le più piccole sfumature hanno un’ottima resa. I tratti realizzati in nero pieno sono leggermente in rilievo e perfettamente definiti.
Ho scelto di ricevere un prodotto senza supporto per poterlo adagiare su una mensola, ma esistono diverse possibilità di fissaggio per il muro. Inoltre ho notato che ogni tipo di luce o sfondo influisce sull'aspetto del quadro, quindi è bello poterlo spostare a piacimento.
Sul sito sono disponibili (per tutti) alcuni sconti applicabili su diversi prodotti, tra cui i fotolibri, quindi se voleste provarlo è il momento giusto per farlo. Buona stampa!

martedì 15 marzo 2016

DIY Collage sta per tornare...

Da quando ho aperto questo blog sono sempre riuscita, salvo casi eccezionali, a rispettare un piano editoriale bisettimanale studiato in alternanza con i contenuti pubblicati su Paper Project. Negli ultimi due mesi, invece, mi sono letteralmente persa, quindi mi sembra giusto spiegare il perché!
Non ho smesso affatto di dedicarmi al DIY, anzi: ho realizzato piccoli regali fatti a mano e portato avanti splendide collaborazioni che scoprirete su questa pagina subito dopo le festività di Pasqua. Inoltre mi sto occupando di meravigliose interviste, contenuti per blog aziendali, eventi e approfondimenti. Tuttavia l'impegno più grande si sta rivelando un altro: come potete intravedere nel collage (volutamente evanescente per non svelare troppo), sto lavorando a uno storyboard! Spero di potervi raccontare presto qualcosa di più.

Ovviamente su Paper Project sono continuate le pubblicazioni, quindi vi lascio qualche scatto di quello che potete trovare in quelle pagine:
Per il momento sostenetemi anche se vi trascuro, perché la primavera mi sta ostacolando ma ho un milione di progetti in cantiere. A presto!