martedì 4 agosto 2020

Spazzolini di bambù pirografati

Io e Francesco cerchiamo sempre di ridurre il nostro impatto sull'ambiente e in quest'ottica vorremmo evitare gli spazzolini di plastica. Gli spazzolini in bambù inquinano molto meno, ma hanno un difetto: non sono immediatamente distinguibili. Così ci si ritrova a estrarre dal bicchiere sempre lo spazzolino sbagliato, perché se è vero che per una coppia la percentuale di successo è del 50% è altrettanto vero che la legge di Murphy non smette mai di ricordarci la sua esistenza.

Per distinguerli facilmente serve una decorazione resistente all'acqua e che sia innocua: io ho optato per la pirografia! Ho decorato la testa del mio spazzolino con dei puntini ravvicinati che imitano dei piccoli fiorellini, dovevo fare qualcosa di veloce perché avevo urgenza di usarlo e mi è sembrata la soluzione migliore. Per i prossimi spazzolini cercherò di portarmi avanti e fare una decorazione più elaborata...

Il mio spazzolino in questo modo è velocemente riconoscibile anche dalla testa, mentre di solito i simboli per identificarli vengono messi solo sull'impugnatura. Questo aspetto fa la differenza quando si è di fretta!
Ho proseguito la decorazione con qualche puntino sparso sul resto dello spazzolino...
Un altro piccolo passo nel mondo green è finalmente compiuto.

martedì 7 luglio 2020

Usi diversi per un vasetto di vetro

Come per il progetto di Pasqua, ancora oggi per i miei progetti cerco di farmi ispirare dagli oggetti di uso quotidiano. Complice il fatto che continuo a lavorare da casa e che le lezioni e gli esami in università continuano con modalità a distanza, le idee non nascono più guardando un negozio o studiando una situazione bensì osservando in modo diverso le cose più banali che mi circondano.

L'oggetto delle mie più recenti riflessioni è uno dei più semplici e banali ovvero un vasetto di vetro con il coperchio di metallo. Un oggetto neutro, una pagina bianca. Ne utilizzo a decine in cucina, per riporre i legumi, le spezie, il riso e il sale, ma ho voluto trovare nuove collocazioni.

Senza discostarmi troppo dal suo scopo originario di "contenitore", ne ho riempito alcuni con i bottoni: ho l'abitudine di ordinarli per tonalità di colore, quindi sul tappo ho applicato con la colla a caldo un bottone d'esempio in modo da non dover obbligatoriamente leggere l'etichetta per capire il contenuto del vasetto. Ho usato la colla a caldo trasparente perché se in futuro avrò bisogno proprio di quel bottone quasi sicuramente potrò staccarlo senza averlo rovinato.

Per il secondo utilizzo sono uscita dalla comfort zone e ho pensato a qualcosa di completamente diverso: una bomboniera! Dopo averlo riempito di confetti ho messo sul coperchio del tulle bianco e l'ho fissato con un giro di spago. L'idea in più mi è venuta osservando alcuni cucchiaini da caffè: perché non aggiungere un cucchiaino vintage, magari in argento, come piccolo regalo? Quando vado a Parigi rimango sempre incantata dai vasetti di Crème de Salidou che spesso sono accompagnati proprio da un cucchiaino.
Gli usi per un vasetto di vetro sono veramente moltissimi, questa volta ne ho messo solo due però ho ancora diversi progetti nel cassetto... non so voi, ma io sto già pensando a Natale!

martedì 9 giugno 2020

Taccuini per disegnare - le buone abitudini

Ne ho parlato ogni tanto su Instagram: il confinamento forzato di questi mesi mi ha imposto nuovi ritmi e abitudini. Una di queste è una novità a cui non intendo più rinunciare e consiste nel riempire alcuni taccuini con esercizi di disegno e semplici scarabocchi liberatori. Vi spiego meglio di che cosa si tratta...

Da alcuni anni colleziono taccuini. Si tratta di quaderni di piccole dimensioni, di notes a fisarmonica o di blocchi particolari. Talvolta hanno le pagine bianche, ma ne ho anche in carta riciclata o con i fogli neri. Alcuni mi sono stati regalati, altri li ho acquistati io. Spesso sono corredati da matite o altri accessori. Che cosa hanno in comune? Che non ho mai il coraggio di usarli.

Lo so, è una "malattia" che mi accompagna dall'infanzia: non avevo mai il coraggio di usare i materiali di consumo più belli, come per esempio gli adesivi. I quaderni e i diari dei miei amici erano arricchiti con decine di adesivi, io non incollavo neanche le figurine doppie. Così da adulta a volte ritrovo alcuni tesori inutilizzati e ormai inutili. Questo periodo così particolare mi è sembrato quello giusto per mettere in atto un cambiamento.

Ho iniziato a disegnare su due di questi quaderni: il primo lo chiamo il taccuino nero: la copertina è nera e così anche l'inchiostro della penna che ho usato per scarabocchiare al suo interno. Durante questo confinamento abbiamo più tempo libero e così io ho finalmente ripreso a esercitarmi con il disegno. Lo userò per esercitarmi anche con pennarelli neri e china, lo spessore delle pagine lo consente.

La rivoluzione più grande però è stata un'altra ovvero quella del "taccuino dei disegni liberi". Questo è il nome che ho dato a un bellissimo quaderno con le pagine quadrate dove ho dato libero sfogo alla fantasia...

Quando avanza del colore sulla tavolozza mi dispiace lasciarlo lì, mi sembra di fargli un torto... Di solito lo uso nel primo modo che mi viene in mente, fosse anche solo per un ritocco o un esercizio. In questo caso ho messo in pratica un esercizio di libertà: avevo deciso di ricominciare a disegnare senza preoccuparmi dei canoni e delle regole, così ho pensato di fare poche pennellate con gli avanzi di colore e aggiungere dei tratti con una semplice penna a sfera nera.

Avevo promesso a me stessa di ritrovare la spontaneità tipica dei bambini e di disegnare senza troppa paura, quindi eccomi qui... le promesse vanno mantenute! Voi quali nuove buone abitudini avete adottato in questi mesi così strani?

martedì 5 maggio 2020

Souvenir fai da te

Quest'anno avevo in programma molti viaggi, ma a causa dell'emergenza sanitaria ho rinunciato a ogni spostamento (perdendo i soldi spesi per i biglietti, ma visto quello che accade è un piccolo sacrificio che sono fiera di aver compiuto): guidata dal wanderlust ho ripensato al viaggio dell'anno scorso e ai souvenir che ho portato agli amici e ho deciso di mostrarveli meglio perché rientrano a pieno titolo nel DIY.

Era febbraio 2019, mi ero recata a Parigi per andare a trovare mia sorella (cosa che di solito faccio con una discreta frequenza, ma adesso non so quando potrò passare di nuovo un po' di tempo in sua compagnia). In una bancarella avevo acquistato un libro usato molto vecchio e rovinato con l'obiettivo di sfruttare le sue pagine come sfondo per alcuni disegni. Ho pensato che alcuni scorci parigini sarebbero stati il soggetto perfetto per queste illustrazioni. Quando ho preparato l'esame di 'Comunicazione letteraria nell'Italia novecentesca' ho appreso che il termine souvenir in origine si riferiva proprio ai disegni realizzati dai giovani rampolli durante i loro viaggi di formazione per l'età adulta: molti di loro erano abili nel disegno, altri si portavano artisti al seguito per immortalare ciò che vedevano durante il viaggio. Così ho fatto anche io per portare un ricordo del mio viaggio agli amici più cari.

Questi piccoli regali mi hanno anche permesso di non occupare troppo spazio in valigia e non è un fattore secondario per me che viaggio solo con il bagaglio a mano!

Oltre a realizzare i souvenir per gli amici ho poi voluto giocare con qualche disegno per me e Francesco e ho utilizzato anche delle matite colorate. Quando sono a Parigi mi viene sempre voglia di disegnare e mi rilasso, è la mia terapia.

Per un po' i viaggi saranno solo un ricordo, proprio come questi souvenir... ma sono sicura che appena ne avremo di nuovo la possibilità sapremo apprezzarli ancora di più.

martedì 7 aprile 2020

DIY di Pasqua riciclando i packaging

Siamo di nuovo giunti a una delle feste più importanti per tutti, credenti e non: la Pasqua! Questa ricorrenza ha una bellissima simbologia di rinascita che durante questa primavera di clausura dettata dal lockdown spero possa rasserenare gli animi. Sempre per rispettare le restrizioni tipiche di questo periodo ho deciso di limitare l'uso di materiali particolari e realizzare un tutorial molto semplice scegliendo materiali di recupero.

Occorrente
- Contenitori della ricotta (io acquisto quella senza lattosio che viene venduta in piccoli cestini di plastica)
- Cartoncino bianco di recupero (in questo caso una confezione di merendine)
- Carta colorata (io ho utilizzato dei ritagli di carta a tinta unita, ma tra le pagine delle riviste si possono trovare colori e texture adatte allo scopo)
- Colla stick, colla a caldo (o altra colla) e forbici
Procedura
Ritagliare dal cartoncino bianco una strisciolina per fare il manico del cestino e un paio di lunghe orecchie da coniglio (proporzionate all'imballaggio scelto). Le orecchie possono essere simmetriche oppure no se si vuole conferire al coniglietto un aspetto più buffo. Per arrotondare la striscia da utilizzare come manico l'ho fatta scorrere lungo il bordo del tavolo, ma si possono usare anche le forbici. Ho fissato le due estremità della striscia di cartone all'interno del cestino utilizzando la colla a caldo. Ho applicato sulle orecchie due ritagli di carta colorata a contrasto e le ho attaccate all'interno del contenitore con due punti di colla. A questo punto si può simulare un naso o un musetto con un altro ritaglio di carta colorata triangolare o a forma di cuore.
Utilizzo
Normalmente i cestini si usano per andare a caccia di uova, ma in questo momento il nostro raggio di azione è limitato... perché non usarli come centrotavola o segnaposto? Anche se si è in casa da soli una piccola coccola ci farà bene!
Il prossimo anno farò l'upgrade di questo progetto, applicando un manico più resistente... avevo già pensato a tutto, ma bisogna accontentarsi di quello che si ha ;) Fatevi forza, io spero di avervi fatto trovare un sorriso! Buona Pasqua a tutti.

martedì 10 marzo 2020

Fiori in vaso... pirografati!

Ci sono diverse ragioni che mi hanno fatto pensare a questo progetto:
1) siamo chiusi in casa e i fiori non sono un bene di prima necessità
2) i fiori recisi appassiscono, i cucchiai di legno no (ma non mettetegli l'acqua nel vaso)
3) un mestolo decorato in questo modo può ancora essere utilizzato con la sua funzione primaria
Se avete un pirografo e qualche cucchiaio di legno inutilizzato, mettetevi al lavoro! Con la quarantena la mancanza di tempo non sarà un problema. Oppure sì? Io in effetti sono già in ritardo con tutte le attività della mia to-do list, ma mi sono impegnata per incastrare anche questo. Spero che possa tenere compagnia a chiunque si stia annoiando o che possa distrarre chi vuole staccare un po' la mente...
Disegnare i fiori:
Io ho optato per dei fiori stilizzati e non avendo molta dimestichezza con il pirografo ho fatto diversi esperimenti, ma ognuno può optare per uno stile specifico. Ho tracciato i disegni sul legno con la punta di una penna scarica per avere una guida su cui lavorare e poi ho iniziato a ripassarlo con punti e piccoli tratti. Potete disegnare solo i contorni oppure cercare di fare delle sfumature.
Centrotavola o bouquet:
Una volta finita la decorazione, ho disposto i cucchiai in una blocca di metallo e li ho posizionati al centro del tavolo. Non sono colorati, a qualcuno potrebbero piacere di più dei mestoli dipinti, ma con una decorazione di questo tipo sono ancora adatti all'uso in cucina (non volevo creare qualcosa di esclusivamente decorativo). Possono anche essere confezionati come un bouquet per offrirli come un regalo, anche se per un po' non avremo contatti con le persone che amiamo è un'idea da considerare per quando potremo riabbracciarci e forse sarà uno stimolo per continuare a cucinare. Adesso sembrate tutti chef stellati, ma voglio vedervi tra qualche mese :D Un abbraccio a tutti!

martedì 4 febbraio 2020

La mia intervista su Rolling Pandas

Su queste pagine vi ho raccontato molte volte i miei viaggi, perché credo che esplorando nuovi posti si venga colti da ispirazioni folgoranti e che il modo migliore per essere investiti da una grande dose di creatività sia non rimanere fossilizzati nella propria realtà.

Ben due volte vi ho portato con me durante le scorribande parigine: la prima volta raccontandovi il viaggio di marzo 2017, la seconda per il mini viaggio di febbraio 2019... questa città mi fa sentire a casa e mi coccola ogni volta, facendomi tornare a casa più carica che mai.

Vi ho mostrato un gioco che facevo da bambina in Sardegna durante le vacanze estive del 2016, perché le cose stupide vanno prese molto seriamente.

Ho raccontato la bellissima esperienza nella città di Valencia durante un indimenticabile addio al nubilato. La street art che riempiva le strade del centro mi ha veramente colpito e ho sentito il bisogno di condividerla.

Non mi sono accontentata dei miei viaggi, perché purtroppo ne posso compiere molti meno di quelli che vorrei... quindi ho parlato anche di festival e mostre che mi hanno permesso di conoscere le abitudini di paesi molto lontani dal posto in cui vivo. Insomma, il mondo mi affascina molto. Forse per questo sono stata contattata dalla redazione di Rolling Pandas, che ha deciso di raccontare la mia storia nella sezione del loro blog "Le interviste del Panda - Storie di Viaggiatori". A questo link potete trovare l'intervista che mi hanno fatto in cui ho parlato delle mie passioni, del mio sogno di visitare il Giappone e di molto altro. Il loro blog è pieno di spunti per viaggi e fughe di ogni genere, lasciatevi ispirare...