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martedì 8 giugno 2021

Diorama zen con il muschio

Un altro progetto originariamente pubblicato per Paper Project al quale sono molto affezionata è quello del diorama con il muschio; confesso che lo avevo allestito anche nella speranza che potessero abitarvi dei tardigradi!

Ho ritrovato anche il testo completo con le istruzioni per realizzarlo, quindi ho deciso di copiarlo integralmente... correva l'anno 2016 e avevo ancora molto tempo libero.

L’idea per questo progetto è nata questa estate durante una visita al meraviglioso museo del bonsai Crespi (in provincia di Milano) in compagnia della mia amica Serena, quindi questo post è dedicato a lei! Insieme ci siamo incantate a osservare i boschi secolari in miniatura e i paesaggi da favola riprodotti con sassi, muschio e felci, ma non potendoci permettere uno di quei capolavori ho cercato una soluzione alternativa. Amo così tanto il muschio e le atmosfere orientali che ho addirittura una cartella su Pinterest dedicata a questo tema. Ho voluto ricostruire un ambiente zen come in un diorama, ma utilizzando del muschio vivo e qualche elemento decorativo.

Per prima cosa bisogna procurare il muschio: lo si può trovare in vendita nei vivai o nei negozi specializzati in bonsai, ma provate a buttare un occhio anche sul vialetto di casa vostra… l’importante è non raccoglierlo nei boschi oppure informarsi bene sulle norme che ne regolamentano la raccolta e che possono variare da regione a regione! Oltre a questo occorre un po’ di argilla per giardinaggio, della terra, sassi, se necessario qualche pezzetto di corteccia, un vaso da bonsai e qualche decorazione (io ho acquistato una splendida mini lanterna in sabbia di importazione giapponese come ricordo della visita al museo).

Ho coperto il fondo del vaso con le palline di argilla e poi l’ho riempito quasi completamente con la terra. Su un lato ho inserito alcuni sassi e poi ho adagiato le zolle di muschio sulla sua superficie e ho schiacciato un po’ per farlo aderire bene. Come ultima cosa ho riempito gli spazi vuoti con qualche piccolo pezzo di corteccia da giardinaggio e ho adagiato la mia preziosa lanterna.

Piccoli frammenti di fai da te ritrovano un posto nel web... spero che questa volta non si perderanno più.

martedì 4 agosto 2020

Spazzolini di bambù pirografati

Io e Francesco cerchiamo sempre di ridurre il nostro impatto sull'ambiente e in quest'ottica vorremmo evitare gli spazzolini di plastica. Gli spazzolini in bambù inquinano molto meno, ma hanno un difetto: non sono immediatamente distinguibili. Così ci si ritrova a estrarre dal bicchiere sempre lo spazzolino sbagliato, perché se è vero che per una coppia la percentuale di successo è del 50% è altrettanto vero che la legge di Murphy non smette mai di ricordarci la sua esistenza.

Per distinguerli facilmente serve una decorazione resistente all'acqua e che sia innocua: io ho optato per la pirografia! Ho decorato la testa del mio spazzolino con dei puntini ravvicinati che imitano dei piccoli fiorellini, dovevo fare qualcosa di veloce perché avevo urgenza di usarlo e mi è sembrata la soluzione migliore. Per i prossimi spazzolini cercherò di portarmi avanti e fare una decorazione più elaborata...

Il mio spazzolino in questo modo è velocemente riconoscibile anche dalla testa, mentre di solito i simboli per identificarli vengono messi solo sull'impugnatura. Questo aspetto fa la differenza quando si è di fretta!
Ho proseguito la decorazione con qualche puntino sparso sul resto dello spazzolino...
Un altro piccolo passo nel mondo green è finalmente compiuto.

martedì 7 luglio 2020

Usi diversi per un vasetto di vetro

Come per il progetto di Pasqua, ancora oggi per i miei progetti cerco di farmi ispirare dagli oggetti di uso quotidiano. Complice il fatto che continuo a lavorare da casa e che le lezioni e gli esami in università continuano con modalità a distanza, le idee non nascono più guardando un negozio o studiando una situazione bensì osservando in modo diverso le cose più banali che mi circondano.

L'oggetto delle mie più recenti riflessioni è uno dei più semplici e banali ovvero un vasetto di vetro con il coperchio di metallo. Un oggetto neutro, una pagina bianca. Ne utilizzo a decine in cucina, per riporre i legumi, le spezie, il riso e il sale, ma ho voluto trovare nuove collocazioni.

Senza discostarmi troppo dal suo scopo originario di "contenitore", ne ho riempito alcuni con i bottoni: ho l'abitudine di ordinarli per tonalità di colore, quindi sul tappo ho applicato con la colla a caldo un bottone d'esempio in modo da non dover obbligatoriamente leggere l'etichetta per capire il contenuto del vasetto. Ho usato la colla a caldo trasparente perché se in futuro avrò bisogno proprio di quel bottone quasi sicuramente potrò staccarlo senza averlo rovinato.

Per il secondo utilizzo sono uscita dalla comfort zone e ho pensato a qualcosa di completamente diverso: una bomboniera! Dopo averlo riempito di confetti ho messo sul coperchio del tulle bianco e l'ho fissato con un giro di spago. L'idea in più mi è venuta osservando alcuni cucchiaini da caffè: perché non aggiungere un cucchiaino vintage, magari in argento, come piccolo regalo? Quando vado a Parigi rimango sempre incantata dai vasetti di Crème de Salidou che spesso sono accompagnati proprio da un cucchiaino.
Gli usi per un vasetto di vetro sono veramente moltissimi, questa volta ne ho messo solo due però ho ancora diversi progetti nel cassetto... non so voi, ma io sto già pensando a Natale!

martedì 10 marzo 2020

Fiori in vaso... pirografati!

Ci sono diverse ragioni che mi hanno fatto pensare a questo progetto:
1) siamo chiusi in casa e i fiori non sono un bene di prima necessità
2) i fiori recisi appassiscono, i cucchiai di legno no (ma non mettetegli l'acqua nel vaso)
3) un mestolo decorato in questo modo può ancora essere utilizzato con la sua funzione primaria
Se avete un pirografo e qualche cucchiaio di legno inutilizzato, mettetevi al lavoro! Con la quarantena la mancanza di tempo non sarà un problema. Oppure sì? Io in effetti sono già in ritardo con tutte le attività della mia to-do list, ma mi sono impegnata per incastrare anche questo. Spero che possa tenere compagnia a chiunque si stia annoiando o che possa distrarre chi vuole staccare un po' la mente...
Disegnare i fiori:
Io ho optato per dei fiori stilizzati e non avendo molta dimestichezza con il pirografo ho fatto diversi esperimenti, ma ognuno può optare per uno stile specifico. Ho tracciato i disegni sul legno con la punta di una penna scarica per avere una guida su cui lavorare e poi ho iniziato a ripassarlo con punti e piccoli tratti. Potete disegnare solo i contorni oppure cercare di fare delle sfumature.
Centrotavola o bouquet:
Una volta finita la decorazione, ho disposto i cucchiai in una blocca di metallo e li ho posizionati al centro del tavolo. Non sono colorati, a qualcuno potrebbero piacere di più dei mestoli dipinti, ma con una decorazione di questo tipo sono ancora adatti all'uso in cucina (non volevo creare qualcosa di esclusivamente decorativo). Possono anche essere confezionati come un bouquet per offrirli come un regalo, anche se per un po' non avremo contatti con le persone che amiamo è un'idea da considerare per quando potremo riabbracciarci e forse sarà uno stimolo per continuare a cucinare. Adesso sembrate tutti chef stellati, ma voglio vedervi tra qualche mese :D Un abbraccio a tutti!

martedì 24 settembre 2019

DIY autunnale: collana, alamari e bottoni in legno

Qualche mese fa nelle stories su Instagram qualcuno mi avrà vista raccogliere alcuni rami caduti nel cortile del mio ufficio, ma la stagione giusta per mostrarvi il loro utilizzo è giunta adesso. Con il primo fresco viene voglia di trovarsi in un bosco a raccogliere funghi e castagne, quindi il legno è un materiale che risuona familiare. L’autunno mi spinge sempre a usare tonalità e materiali caldi.
Ecco quindi il frutto della mia raccolta pronto per essere trasformato. Ho adoperato Dremel 3000 e tre diversi accessori: la lama da taglio, lo strumento per levigare con il nastro abrasivo e le punte da foratura. Ho realizzato una cinquantina di perline di legno, tre coppie di alamari e alcuni bottoni. Mentre lavoravo mi sono venute in mente molte altre idee che realizzerò più avanti, intanto vi illustro questi progetti.
Con la lama da taglio ho realizzato dei segmenti dai rami più sottili della lunghezza di cui avevo bisogno: da un centimetro in su per le perline e alcuni centimetri per gli alamari. Se avete una postazione di lavoro sarà ancora più semplice, ma io sono un po' randagia e mi piace fare le cose in libertà.
A questo punto ho bloccato i segmenti più piccoli in una morsa e li ho forati con la punta da trapano. Il legno è molto morbido quindi questo lavoro si è rivelato molto semplice, bisogna solo fare attenzione a mantenere una posizione perpendicolare rispetto al piano.
Ho deciso di lasciare le perline rustiche, senza levigarle e senza applicare nessuna vernice per mantenere il calore naturale di questo materiale.
Per ottenere gli alamari ho levigato le estremità con la carta abrasiva e ho praticato due fori. Sono stati semplici da realizzare e amo il risultato.
Con il ramo più grande ho realizzato alcuni bottoni. Per prima cosa ho rimosso la corteccia, poi ho tagliato delle rondelle.
Ho forato anche questi dischetti e ho ricavato la forma dei bottoni classici. Alcuni li ho levigati con la carta abrasiva, altri li ho lasciati con la corteccia. Erano quasi identici, eppure è bastato questo gesto per ottenere due varianti molto diverse tra loro. Quali preferite?
Sono partita da quattro rami abbattuti dal maltempo e ne ho ricavato le perline con cui ho assemblato una collana (più un'altra decina che non ho ancora deciso come utilizzare), tre coppie di alamari e otto bottoni. Una piccola scorta di materiali che torneranno presto utili.
Adesso ho in mente di realizzare alcuni bottoni giganti e decorarli con il pirografo oppure dipingerli... come sempre ho più progetti per la testa di quanti ne riesca materialmente a realizzare. Quelli che riuscirò a portare a termine li vedrete direttamente sul mio profilo Instagram contrassegnati con l'hashtag #dremelstories. Vi aspetto!

giovedì 15 settembre 2016

Tutorial baffi di topo

Questa estate sono tornata in Sardegna, la mia meravigliosa terra di origine. Quando passeggio nelle sue campagne passo moltissimo tempo a guardare le piante che non si trovano nel nord Italia, annusando l’aria e osservando queste silhouette così diverse. Un tempo i bambini avevano trovato il modo di giocare con quello che la terra offriva e io mi sono divertita a immortalare i passaggi di uno di questi “giochi”.
Occorrono due steli di questa piantina che viene chiamata baffi di topo, non sono assolutamente in grado di dirvi il nome corretto ma sulla sommità vi si trovano dei ciuffotti morbidi e rotondeggianti. Avete presente il musino cicciotto di un topo? Per ottenere qualcosa di molto simile basta intrecciarne due come mostro nella fotografia e poi sfoggiarli con disinvoltura!
La prossima volta che li troverete sul vostro cammino potrete farli anche voi!

Un’altra cosa che mi diverte molto della flora sarda sono quelle che io chiamo le “piante accoglienti” o “le piante che vogliono ucciderti”! La questione è ovviamente un po’ romanzata, ma avrete notato alcune piante che non sembrano essere felici della presenza umana, a partire dal fico d’india che cerca in tutti i modi di molestare la gente con le sue spine. Ho pensato di presentarvene altre meno note, anche in questo caso senza avere nessuna nozione di botanica ma solo come se fossero i personaggi di una storia…
Fiori di Agave in Sardegna
I primi che ho immortalato sono i cactus e le agavi che nascondono i cartelli con le informazioni sul luogo. Tuttavia non me la sento di infierire troppo su queste ultime, in quanto l’evoluzione non le ha premiate: dopo che sbocciano i loro fiori, alti quanto degli alberi, le poverine muoiono. Va be’, diciamo che leggerò quanto indicato sul cartello tra qualche anno!
Poi ci sono piccoli arbusti pieni di spine che nel migliore dei casi si aggrappano ai pantaloni mentre passeggi, ma raramente si indossano i pantaloni lunghi nella stagione estiva quindi ti graffiano sistematicamente le caviglie. Infine potete incontrare altre piante simili a cardi che crescono in allegre famigliole: probabilmente quando il fiore è fresco hanno anche un aspetto grazioso, ma sul finire dell'estate assumono un'aria molto contrariata.
Per fortuna esistono anche i mirti con le loro foglioline lucide e tonde, i fiorellini bianchi e le bacche cicciotte, l’elicriso così morbido e ricco di fiori gialli e profumati, le piantine di croco… ma queste varietà si fanno notare particolarmente in primavera. Durante la torrida estate è più facile incontrare quelle con i caratteri sopra descritti!  La prossima volta che vi capiterà di fare un giro in Sardegna fateci caso, sarà come incontrare spiriti anziani che ti guardano storto… ma in fondo in fondo sono contenti di vedervi passeggiare in mezzo a loro per scoprire questa meravigliosa terra.

martedì 17 maggio 2016

Blog Contest Viridea

Certamente ve ne sarete accorti, visto che ho inondato di immagini ogni social: il 6 maggio ho partecipato al Blogger day Viridea ed è stata un’esperienza entusiasmante! In compagnia di alcune tra le più famose blogger professioniste di Gardening e DIY ho seguito il workshop tenuto da Simonetta Chiarugi di Aboutgarden per la realizzazione di una ghirlanda floreale, più primaverile di così non si può.
Blogger e papera nel magnifico parco del Viridea Garden Center di Rho
Seguivo già da tempo Simonetta su Instagram perché è capace di creare composizioni così belle da far dimenticare qualsiasi bruttura; considerando che consulto questo social network prevalentemente quando sono sui mezzi pubblici, posso dire che osservare le sue foto è una splendida terapia (provate e fatemi sapere). Durante questo laboratorio ho avuto l’opportunità di essere accompagnata passo- passo da lei in ogni momento, dalla scelta delle piante (nel mio caso Elicriso e Lavanda come aromatiche e Lisianthus per i fiori) fino alla composizione della fotografia. Mi è stata anche di sostegno quando non avevo il coraggio di recidere i rami delle mie piantine, spiegandomi che una sana potatura non avrebbe dato loro alcun fastidio!
Cosa posso raccontarvi di Viridea? Frequento abitualmente il punto vendita di Cusago per due ragioni di pari importanza: è quello più vicino alla mia casa e adoro le capre urlatrici che si trovano nel suo parco! Il centro di Rho è stato però una scoperta altrettanto piacevole poiché oltre all’enorme spazio espositivo al coperto, allestito da visual di grande abilità, vanta un ampio parco con laghetto nel quale papere e libellule si muovono indisturbate.
Ogni volta che trascorro un po’ di tempo nei loro centri ne esco rilassata e rigenerata, sono riusciti a creare delle piccole oasi intorno alla città e se riuscite a visitarli in settimana potrete goderne appieno.
 
La ghirlanda appesa in casa
 
Gli splendidi Lisianthus

La fotografia con cui partecipo al contest
Adesso però ho bisogno del vostro aiuto: sulla pagina Facebook di Viridea sono state caricate le fotografie di tutti i nostri lavori e possono essere votate con un semplice “mi piace”. So che non sarà facile scegliere, perché le ghirlande sono una più bella dell’altra… io spero che la mia creazione vi piaccia più di ogni altra, ma l’importante è che veniate a vederle e ci facciate sentire fiere delle nostre opere. L’effetto collaterale per voi potrebbe essere una contagiosa energia primaverile. Flower Power!

martedì 11 agosto 2015

Un'estate di malanni e salvataggi!

Questa estate mi ha decisamente messo a dura prova: dopo innumerevoli malanni e svenimenti in giro per l'Italia, finalmente qualche temporale mi regala un po' di tregua. Purtroppo sono in ritardo rispetto alla mia tabella di marcia creativa... perché, se già abitualmente ho più idee di quelle che riesco a realizzare, questa volta la "to-do list" si è allungata in modo preoccupante. Ecco svelato il motivo principale della mia latitanza dai blog.

Per fortuna sono comunque riuscita a occuparmi di qualcosa e l'esperienza più bella di questa estate è stata sicuramente il salvataggio di un bonsai, acquistato nell'angolo delle occasioni di Ikea. Perché Ikea è così: non ne esci mai con gli acquisti che ti eri prefisso (anche se questa volta abbiamo superato ogni aspettativa).

Giunti nell'angolo delle occasioni alla ricerca di un tessuto, io e il mio compagno ci siamo imbattuti in un piccolo bonsai "spennacchiato". Ormai aveva meno di una decina di foglie e sembrava "più di là che di qua", ma qualche piccola gemma lasciava intendere avesse molta voglia di vivere. Ci siamo scambiati uno sguardo eloquente (io e Francesco, non io e il bonsai) e abbiamo deciso di occuparcene. Ci siamo diretti alla cassa innalzandolo fieri, sorridendo come scemi e parlandogli con le solite vocine idiote che destiniamo a bambini e animali. Chissà cosa avrà pensato di noi.

Arrivati a casa abbiamo letto il libretto con le "istruzioni" e cercato qualche informazione aggiuntiva, rendendoci conto che in fin dei conti questa povera creatura non desiderava altro che luce e acqua. Dopo neanche una settimana le poche foglie rimaste si erano rinforzate ed erano cresciute e le gemme si erano schiuse. A questo punto ho tagliato solo i rametti irrimediabilmente secchi e ho lasciato che crescesse secondo il suo volere. Adesso, dopo meno di un mese, sfoggia una bellissima chioma verde.
Devo ammettere che questo salvataggio mi ha dato ancor più soddisfazione del riciclo creativo. Insomma, non trovate anche voi sia bellissimo?! Non ci rimane che trovargli un nome... se avete suggerimenti, sono ben accetti ;)