venerdì 18 dicembre 2015

Decorazioni, chiudipacco e segnaposto di Fimo

Tutto è iniziato osservando la foto di alcuni adorabili chiudipacco su Pinterest: applicando la texture di un rametto di tuia o di altri alberi della famiglia dei cipressi su una pasta modellabile (tipo fimo) dopo averla stesa e intagliando la pasta con formine per biscotti si ottengono decorazioni bellissime. Io però non ho voluto utilizzarle per abbellire i pacchetti ma come addobbi per l’albero: aggiungendo lo spago e una perlina rossa si sono rivelati perfetti per questo scopo.
Dopo questa prima prova, perfettamente riuscita, ho iniziato a stampare alcuni messaggi su altre formine (in questo caso proprio con l’idea di aggiungerle ai regali). Per farlo ho utilizzato i timbri da pasticceria con lettere.
Infine mi è venuta in mente l’evoluzione definitiva di questo progetto: utilizzarli come veri chiudipacco, indicando i nomi dei destinatari dei regali. Ovviamente un’idea tira l’altra, quindi sono giunta alla conclusione che sarebbero stati perfetti anche come segnaposto per il pranzo di Natale (le casette che ho mostrato su Paper Project le utilizzerò invece per la cena della vigilia).
Ecco quindi l’idea più interessante (perché, come diceva il mio insegnante di sceneggiatura, per essere originali bisogna rispettare la regola del “buona la terza”)!
Le formine con il timbro del nome possono essere posizionate sul tavolo vicino al bicchiere oppure trasformate in portatovagliolo; in quest’ultimo caso bisognerà praticare uno o più fori finché la pasta modellabile è ancora fresca e una volta che il lavoro sarà indurito (asciugato all’aria o cotto a seconda del materiale utilizzato) farvi passare uno spago sottile. Nel mio caso ho aggiunto anche un paio di perline di legno in tinta con lo stile della tavola.
Come ultimo accorgimento, vi ricordo che utilizzando un mattarello acrilico per stendere la pasta si otterrà un risultato più uniforme (migliore del mio) e che una volta che il materiale sarà indurito potrà essere levigato con una carta a grana fine. Io, purtroppo, non ne ho avuto il tempo.

Finalmente tutte le decorazioni sono pronte. Adesso non mi resta che dedicarmi ai festeggiamenti: buon Natale a tutti e arrivederci nel 2016!

mercoledì 2 dicembre 2015

Pacchetti di Natale: varianti sul tema!

Non so voi, ma io ho già iniziato a confezionare doni grandi e piccoli!
L'anno scorso avevo mostrato dei pacchetti last minute realizzati con carta di giornale e formine ritagliate nella buccia di mandarino e quest'anno ho sviluppato un paio di varianti sul tema altrettanto interessanti.
La prima foto mostra proprio i pacchetti realizzati l'anno scorso, mentre le altre due illustrano i nuovi utilizzi degli stessi materiali: cucendo a macchina e ritagliando l'eccedenza con le forbici a zig zag si ottiene un effetto che ricorda quello delle confezioni realizzate con gli scampoli di tessuto, mentre nell'ultimo caso ho abbinato le formine di mandarino a carta e nastro da pacco per un risultato più ricercato.
Nella pagina di giornale utilizzata si parlava proprio del riciclo della carta, io l'ho interpretato come un invito!
Le combinazioni sono infinite e sono sicura che nei prossimi giorni me ne verranno in mente altre... voi cosa mi suggerite?

giovedì 5 novembre 2015

Biglietti da visita fai da te

Da circa un anno è in lavorazione il mio sito definitivo. Non certo per pigrizia ma per eccesso di zelo, in quanto vorrei che ogni pulsante e scritta fosse frutto della mia creatività... come potete immaginare, si tratta di un processo alquanto lungo. In attesa di completare questo ambizioso progetto non ho più stampato i biglietti da visita, ma in vista di alcuni eventi importanti dove sarebbero stati fondamentali ho deciso di realizzarli in casa.
Non ho comunque voluto lasciare niente al caso: desideravo che mostrassero la mia passione per la manualità e che allo stesso tempo costituissero un ponte verso il futuro, quindi ho utilizzato alcuni simboli che caratterizzeranno il mio sito (i bottoni) e anziché utilizzare un font ho scritto a mano e poi digitalizzato ogni lettera e simbolo presente sul biglietto.
Ho impaginato i testi così ottenuti e ho stampato i biglietti su un cartoncino leggero, poi con l'Adigraf ho realizzato un timbro a forma di bottone (se non conoscete questo materiale potete leggere qui) e ho aggiunto un tocco di colore ad ognuno di essi. La taglierina a ghigliottina mi ha aiutato a completare l'ultimo passaggio.
Ecco i miei biglietti: non mi fanno in alcun modo sentire la mancanza di quelli stampati da una tipografia e comunicano molto della mia personalità.
Una parte della storia l'ho raccontata qui, il seguito potrete scoprirlo quando il sito sarà pronto!

mercoledì 21 ottobre 2015

Come nasce un dipinto murale

Dopo avervi raccontato come nasce un'illustrazione e avervi mostrato gli step di un mio disegno su tela, oggi vi racconto l'esperienza bellissima di un dipinto murale.
In questo caso tutto è nato dall'unione di due menti creative: quella di Chiara Chiozzi, bravissima pittrice con grande esperienza nella tecnica del trompe-l'œil, e la mia testa matta di illustratrice amante dei colori. Quando una nostra amica comune è diventata mamma ci è sembrato naturale dedicarle un regalo speciale e abbiamo deciso di decorare alcune pareti della cameretta della piccola Elisa.
Dopo aver scelto i soggetti insieme alla mamma, siamo andate ad acquistare i materiali: colori acrilici a base d'acqua e qualche prodotto per gli effetti speciali come vernicette fluorescenti e glitter.
Dipingere su una parete non è la cosa più comoda del mondo: devi adeguarti all'altezza del supporto e non puoi girarlo come faresti con un foglio di carta. In alcune circostanze mi sono trovata addirittura ad abbracciare uno stipite, ovvero quando ho lavorato in prossimità della porta per realizzare un tronco con ramoscelli e un bel fungo rosso glitterato, e da qui è nata la divertente storia della "zia Silvia innamorata di Muro" che ha intrattenuto Elisa mentre noi eravamo al lavoro! Per le casette al centro della parete, poiché occupavano una piccola porzione del muro, mi sono concessa di applicare alcune tecniche classiche dell'illustrazione ed eseguire diverse velature di colore sovrapposte. Al contrario sugli spazi più ampi è buona norma usare colori più diluiti in modo da lasciare alla parete la possibilità di respirare.
Chiara, capace di decorare con grande velocità anche le intere pareti, ha dipinto su un angolo un grosso albero che, osservato da vicino, svela scalette, cascate, portoncini e casette a forma di fungo e ha integrato il mio disegno al suo, dipingendo insieme alla nostra amica un fitto sottobosco alla base della parete. Come ultimo tocco sono stati aggiunti alcuni stickers (fatine e pony) che la mamma aveva già acquistato.
Il risultato è così bello che vorrei ripeterlo in casa mia, peccato non avere neanche una parete libera!

lunedì 31 agosto 2015

Canotta gioiello con i prodotti di Punto Accessori

Sono stata contattata dall'azienda Punto Accessori che, da pochi mesi, ha lanciato il sito e-commerce dove vende componenti per bigiotteria e accessori di vario tipo. Fino a questo momento avevano lavorato solo con le grandi aziende di moda e ora hanno deciso di avvicinarsi anche alle creative, rendendo disponibili quantità di prodotti inferiori rispetto a quelle che erano soliti vendere (mezza confezione o un quarto di confezione sono le opzioni adesso disponibili per tutti).
Per inaugurare questa nuova esperienza, mi hanno chiesto di realizzare un progetto con alcuni dei materiali disponibili sul loro sito.
Pensando alla loro familiarità con il mondo della moda e ispirata dalla stagione calda ho immaginato una "canotta gioiello", decorata con applicazioni di diversi elementi: in questo modo si può indossare in un solo gesto abito e bijou!
Con l'aiuto del loro staff ho scelto alcune catene in alluminio galvanizzato oro, resistenti al lavaggio e quindi adatte all'applicazione su tessuto (ovviamente il capo di abbigliamento con le applicazioni deve essere lavato a mano), un cammeo con relativo castone e alcuni anellini nello stesso materiale.
Ho fatto una prima composizione sul tessuto, steso su un piano, e ho fissato le catene sulle spalle e al centro della scollatura utilizzando 3 piccole spille da balia, quindi ho indossato la canotta per verificarne la vestibilità. Con un fissaggio provvisorio di questo tipo è possibile apportare delle modifiche finché non si è soddisfatti del risultato.
Terminata la fase di progettazione e prova, ho tagliato le eccedenze di catena e ho sostituito le spille con gli anellini aiutandomi con le pinze. Con ago e filo ho cucito gli anellini sulla canottiera.
A questo punto ho cucito il castone al centro della scollatura facendo passare il filo nei piccoli fori presenti e per concludere ho applicato il cammeo utilizzando una colla epossidica bi-componente.
Questa canotta è ideale per le giornate in cui il caldo eccessivo farebbe passare la voglia di indossare qualsiasi gioiello, ma anche come sottogiacca durante l'autunno, che è ormai alle porte.
Tutti i materiali utilizzati (e molti altri pronti a stuzzicare la vostra creatività) sono disponibili su www.puntoaccessori.com

martedì 11 agosto 2015

Un'estate di malanni e salvataggi!

Questa estate mi ha decisamente messo a dura prova: dopo innumerevoli malanni e svenimenti in giro per l'Italia, finalmente qualche temporale mi regala un po' di tregua. Purtroppo sono in ritardo rispetto alla mia tabella di marcia creativa... perché, se già abitualmente ho più idee di quelle che riesco a realizzare, questa volta la "to-do list" si è allungata in modo preoccupante. Ecco svelato il motivo principale della mia latitanza dai blog.

Per fortuna sono comunque riuscita a occuparmi di qualcosa e l'esperienza più bella di questa estate è stata sicuramente il salvataggio di un bonsai, acquistato nell'angolo delle occasioni di Ikea. Perché Ikea è così: non ne esci mai con gli acquisti che ti eri prefisso (anche se questa volta abbiamo superato ogni aspettativa).

Giunti nell'angolo delle occasioni alla ricerca di un tessuto, io e il mio compagno ci siamo imbattuti in un piccolo bonsai "spennacchiato". Ormai aveva meno di una decina di foglie e sembrava "più di là che di qua", ma qualche piccola gemma lasciava intendere avesse molta voglia di vivere. Ci siamo scambiati uno sguardo eloquente (io e Francesco, non io e il bonsai) e abbiamo deciso di occuparcene. Ci siamo diretti alla cassa innalzandolo fieri, sorridendo come scemi e parlandogli con le solite vocine idiote che destiniamo a bambini e animali. Chissà cosa avrà pensato di noi.

Arrivati a casa abbiamo letto il libretto con le "istruzioni" e cercato qualche informazione aggiuntiva, rendendoci conto che in fin dei conti questa povera creatura non desiderava altro che luce e acqua. Dopo neanche una settimana le poche foglie rimaste si erano rinforzate ed erano cresciute e le gemme si erano schiuse. A questo punto ho tagliato solo i rametti irrimediabilmente secchi e ho lasciato che crescesse secondo il suo volere. Adesso, dopo meno di un mese, sfoggia una bellissima chioma verde.
Devo ammettere che questo salvataggio mi ha dato ancor più soddisfazione del riciclo creativo. Insomma, non trovate anche voi sia bellissimo?! Non ci rimane che trovargli un nome... se avete suggerimenti, sono ben accetti ;)

giovedì 23 luglio 2015

Finalmente Weekendoit!

L’estate è così: promette tanto tempo libero, durante il quale dovrebbe essere possibile dedicarsi alle molteplici attività trascurante durante il resto dell’anno, ma quando poi arriva non mantiene un bel niente. Complice il caldo eccessivo, mi ritrovo sempre ad affannarmi per cercare di fare ogni cosa che mi ero prefissa. Inizio a pensare che, anche in questo caso, sia un mio problema legato alle eccessive aspettative.
Comunque, qualcosa di buono (anzi, molto buono) questa estate sono riuscita a portarla a termine: finalmente ho partecipato a Weekendoit!
Se non sapete di cosa si tratta è grave, ma potete rimedare leggendo il post che avevo scritto lo scorso anno per Paper Project.
Ho deciso di regalarmi un giorno di ferie, per non impazzire nella trasferta, e sono partita alla volta di Ancona. In ogni modo hanno cercato di ostacolarmi: bus imbottigliati nel traffico dei vacanzieri, treni in ritardo e senza aria condizionata, svenimenti vari ed eventuali. Eppure sono tornata a casa vittoriosa e non l’ho fatto a mani vuote ma con moltissime belle immagini nella testa, tanti appunti presi durante il workshop teorico tenuto da Simone Sbarbati di Frizzifrizzi (che mi ha svelato come i trucchi di scrittura creativa possano essere utilizzati per raccontare un prodotto) e una lampada da tavolo realizzata con le mie mani (insieme a quelle di Claudio Rinaldi - fondatore di Rinoteca - e Leonardo) durante il workshop pratico con Dremel.
L’affetto di Gaia e di Alice mi hanno fatta sentire a casa, ma anche i sorrisi dei nuovi incontri non sono stati da meno.
Una bellissima esperienza che spero di poter ripetere anche la prossima estate.
Chi invece non avesse impegni per questo fine settimana può ancora approfittare degli ultimi incontri in programma sabato 25 e domenica 26 (su Facebook trovate il programma completo).
Vi lascio con una foto della lampada, che cercherò di personalizzare ulteriormente in questi giorni… appena sarà fatto, la rivedrete tra queste pagine. A presto!

giovedì 2 luglio 2015

Un regalo per i 30: il dipinto di Totoro!

Questo blog segue un piano editoriale insolito: due pubblicazioni al mese, che solitamente si alternano a quelle nella mia rubrica su Paper Project. Di conseguenza, arrivare a 30 post nonostante il ritmo leggero (dovuto ai tempi tecnici di realizzazione dei progetti DIY) è comunque un traguardo significativo. 30 è un numero importante, ripensando al panico che ha preceduto il mio trentesimo compleanno me ne rendo perfettamente conto. Quindi per il post n°30 ho ragionato proprio sul numero e su ciò che mi ha riportato alla mente: un regalo importante per il trentesimo compleanno della mia amica Sabrina!
La mia amica ha una vita lavorativa appagante e frenetica, in continua metamorfosi e sviluppo. Tra le tante cose, anche lei scrive per Paper Project come food blogger ma ha anche un blog dedicato allo shopping e un milione di interessi tra i quali il fai da te. Quando sono stata invitata alla festa per il suo trentesimo compleanno ho avuto subito un attacco di ansia da prestazione: come scegliere un regalo per una persona simile senza fare brutta figura?
Una delle sue passioni più grandi è il Giappone e ama i film di animazione del maestro Miyazaki. Poiché è stata più volte in viaggio nella terra del sol levante, anche un regalo di importazione sarebbe risultato banale… quindi ho deciso di adoperarmi per realizzare con le mie mani un piccolo dipinto ispirato al personaggio Totoro.

Per iniziare ho fatto uno schizzo su carta. Dopo aver dipinto lo sfondo ho riportato il disegno sulla tela e ho colorato la sagoma dei personaggi con una base scura. Quando adopero i colori acrilici mi piace lavorare in questo modo: parto da un fondo scuro e grazie a successive sovrapposizioni di colore sempre più chiaro ricavo i volumi dei soggetti. In questo caso non ho usato le sfumature ma ho preferito le campiture piatte proprio come si usa per i personaggi dei cartoni animati.
Una volta completata l’illustrazione ho decorato gli spessori della tela aggiungendo qualche “nerino” (chi conosce i film di Miyazaki sa di cosa sto parlando) e firmato il lavoro.
La cosa più bella del momento in cui l’ha scartato è stato sentirmi dire che aveva sperato in un regalo simile: sono stata felicissima e rimane un bel ricordo che ho voluto portare qui per festeggiare i miei 30 post.

martedì 16 giugno 2015

Raccogliere i fiori…

Questo blog è nato raccogliendo un piccolo ramo di azalea, se non conoscete questa storia potete scoprirla nel mio primo post. Come per i fiori, anche quando incontro una foglia particolarmente bella sul mio cammino non esito a fermarmi per riporla tra le pagine delle mie agende, che poi conservo con cura quando finisce l’anno. La considero una dimostrazione di gratitudine nei confronti di ogni forma di bellezza. Inutile dire che sono sempre stata considerata un po’ suonata da conoscenti e amici, ma almeno i secondi (per fortuna) mi vogliono bene ugualmente.
Un mese fa invece ho visto una foto su Instagram, condivisa sul profilo di una donna che stimo moltissimo, che mi ha rassicurata a riguardo: se la coltissima, stilosissima e intelligentissima Camilla di Zelda was a writer fa la stessa cosa non c’è niente di cui mi debba vergognare.

Così nei giorni scorsi l’ho rifatto: una rosellina era stata strappata dalla sua pianta, probabilmente da mani goffe o dal vento, ed era atterrata sul viottolo del mio cortile. Non ho voluto lasciarla lì.
In casa non avevo un vaso, tantomeno un contenitore adatto a uno stelo così corto, così anche questa volta mi sono arrangiata: sul tavolo sostava un inutile calice di plastica, conservato perché sapevo che prima o poi sarebbe “tornato utile per qualcosa anche se non so cosa”, ed è lì che l’ho riposta. L’acqua l’ha subito rinvigorita e per due giorni questo fiore ha allietato il mio tavolo a pois. Poi mi ha fatto capire di essersi impegnata abbastanza così ho deciso di farla seccare per conservarla, semplicemente appendendola a testa in giù con una molletta.
  
Adesso, quando raccolgo i fiori e la gente mi guarda schifata esclamando “Ma cosa fai?!” io mi sento un po’ meno sciocca e nella mia mente penso: “Stolti, lo fa anche Camilla! Cosa potete capirne voi…”.
Con questo pensiero, che mi ricorda l’atteggiamento di pacata presunzione che sfoggiavo quando andavo all’asilo, posso proseguire la mia giornata più serenamente. Tutto sommato ero una 3enne saggia!

mercoledì 3 giugno 2015

East Market, non solo vintage


La scorsa settimana ho visitato East Market: dopo aver perso l’edizione precedente ci tenevo molto.
Cosa mi aspettavo? Tanto vintage, anche di quello un po’ farlocco da Mercatone del Naviglio Grande. Cosa ho trovato? Molta creatività giovane, che ne ha fatto una sorta di Camden all’italiana.

La location è bellissima, ma per una ragazza nata in Via Savona all’altezza della circonvallazione, con vista sui tetti delle fabbrichette e le ciminiere in mattoni rossi, tutto ciò che ha un’aria anche vagamente industrial ha il profumo di casa. L’aspetto di quella Milano che adesso è diventata di moda, come la zona Tortona dove io sguazzavo molto prima che arrivassero gli hipster.

Tra i prodotti esposti quelli che mi sono piaciuti di più sono il frutto di giovani creativi.

Primi tra tutti i disegni e gli oggetti (tazze, shopper e cover per il cellulare) firmati Naki Illustration. Il suo stile mi piace per due motivi: il primo e più importante è l’aspetto spontaneo dei suoi lavori. Il secondo e più superficiale è che adoro gli omaccioni con la barba e l'aria rassicurante. Vi consiglio di sbirciare sul suo sito o sulla pagina Facebook.
Al secondo posto, Fabio Funky. Mi è piaciuta la rivisitazione degli animali in chiave onirica, nelle sue illustrazioni dettagliate, e ho apprezzato l’allestimento con i bancali.
Nel campo del tessile ho adocchiato Cècì e Pixxi.
Sono queste le occasioni in cui vorrei avere molti soldi da spendere.
Ci vedremo alla prossima edizione!