giovedì 2 luglio 2015

Un regalo per i 30: il dipinto di Totoro!

Questo blog segue un piano editoriale insolito: due pubblicazioni al mese, che solitamente si alternano a quelle nella mia rubrica su Paper Project. Di conseguenza, arrivare a 30 post nonostante il ritmo leggero (dovuto ai tempi tecnici di realizzazione dei progetti DIY) è comunque un traguardo significativo. 30 è un numero importante, ripensando al panico che ha preceduto il mio trentesimo compleanno me ne rendo perfettamente conto. Quindi per il post n°30 ho ragionato proprio sul numero e su ciò che mi ha riportato alla mente: un regalo importante per il trentesimo compleanno della mia amica Sabrina!
La mia amica ha una vita lavorativa appagante e frenetica, in continua metamorfosi e sviluppo. Tra le tante cose, anche lei scrive per Paper Project come food blogger ma ha anche un blog dedicato allo shopping e un milione di interessi tra i quali il fai da te. Quando sono stata invitata alla festa per il suo trentesimo compleanno ho avuto subito un attacco di ansia da prestazione: come scegliere un regalo per una persona simile senza fare brutta figura?
Una delle sue passioni più grandi è il Giappone e ama i film di animazione del maestro Miyazaki. Poiché è stata più volte in viaggio nella terra del sol levante, anche un regalo di importazione sarebbe risultato banale… quindi ho deciso di adoperarmi per realizzare con le mie mani un piccolo dipinto ispirato al personaggio Totoro.

Per iniziare ho fatto uno schizzo su carta. Dopo aver dipinto lo sfondo ho riportato il disegno sulla tela e ho colorato la sagoma dei personaggi con una base scura. Quando adopero i colori acrilici mi piace lavorare in questo modo: parto da un fondo scuro e grazie a successive sovrapposizioni di colore sempre più chiaro ricavo i volumi dei soggetti. In questo caso non ho usato le sfumature ma ho preferito le campiture piatte proprio come si usa per i personaggi dei cartoni animati.
Una volta completata l’illustrazione ho decorato gli spessori della tela aggiungendo qualche “nerino” (chi conosce i film di Miyazaki sa di cosa sto parlando) e firmato il lavoro.
La cosa più bella del momento in cui l’ha scartato è stato sentirmi dire che aveva sperato in un regalo simile: sono stata felicissima e rimane un bel ricordo che ho voluto portare qui per festeggiare i miei 30 post.

martedì 16 giugno 2015

Raccogliere i fiori…

Questo blog è nato raccogliendo un piccolo ramo di azalea, se non conoscete questa storia potete scoprirla nel mio primo post. Come per i fiori, anche quando incontro una foglia particolarmente bella sul mio cammino non esito a fermarmi per riporla tra le pagine delle mie agende, che poi conservo con cura quando finisce l’anno. La considero una dimostrazione di gratitudine nei confronti di ogni forma di bellezza. Inutile dire che sono sempre stata considerata un po’ suonata da conoscenti e amici, ma almeno i secondi (per fortuna) mi vogliono bene ugualmente.
Un mese fa invece ho visto una foto su Instagram, condivisa sul profilo di una donna che stimo moltissimo, che mi ha rassicurata a riguardo: se la coltissima, stilosissima e intelligentissima Camilla di Zelda was a writer fa la stessa cosa non c’è niente di cui mi debba vergognare.

Così nei giorni scorsi l’ho rifatto: una rosellina era stata strappata dalla sua pianta, probabilmente da mani goffe o dal vento, ed era atterrata sul viottolo del mio cortile. Non ho voluto lasciarla lì.
In casa non avevo un vaso, tantomeno un contenitore adatto a uno stelo così corto, così anche questa volta mi sono arrangiata: sul tavolo sostava un inutile calice di plastica, conservato perché sapevo che prima o poi sarebbe “tornato utile per qualcosa anche se non so cosa”, ed è lì che l’ho riposta. L’acqua l’ha subito rinvigorita e per due giorni questo fiore ha allietato il mio tavolo a pois. Poi mi ha fatto capire di essersi impegnata abbastanza così ho deciso di farla seccare per conservarla, semplicemente appendendola a testa in giù con una molletta.
  
Adesso, quando raccolgo i fiori e la gente mi guarda schifata esclamando “Ma cosa fai?!” io mi sento un po’ meno sciocca e nella mia mente penso: “Stolti, lo fa anche Camilla! Cosa potete capirne voi…”.
Con questo pensiero, che mi ricorda l’atteggiamento di pacata presunzione che sfoggiavo quando andavo all'asilo, posso proseguire la mia giornata più serenamente. Tutto sommato ero una 3enne saggia.

mercoledì 3 giugno 2015

East Market, non solo vintage


La scorsa settimana ho visitato East Market: dopo aver perso l’edizione precedente ci tenevo molto.
Cosa mi aspettavo? Tanto vintage, anche di quello un po’ farlocco da Mercatone del Naviglio Grande. Cosa ho trovato? Molta creatività giovane, che ne ha fatto una sorta di Camden all’italiana.

La location è bellissima, ma per una ragazza nata in Via Savona all’altezza della circonvallazione, con vista sui tetti delle fabbrichette e le ciminiere in mattoni rossi, tutto ciò che ha un’aria anche vagamente industrial ha il profumo di casa. L’aspetto di quella Milano che adesso è diventata di moda, come la zona Tortona dove io sguazzavo molto prima che arrivassero gli hipster.

Tra i prodotti esposti quelli che mi sono piaciuti di più sono il frutto di giovani creativi.

Primi tra tutti i disegni e gli oggetti (tazze, shopper e cover per il cellulare) firmati Naki Illustration. Il suo stile mi piace per due motivi: il primo e più importante è l’aspetto spontaneo dei suoi lavori. Il secondo e più superficiale è che adoro gli omaccioni con la barba e l'aria rassicurante. Vi consiglio di sbirciare sul suo sito o sulla pagina Facebook.
Al secondo posto, Fabio Funky. Mi è piaciuta la rivisitazione degli animali in chiave onirica, nelle sue illustrazioni dettagliate, e ho apprezzato l’allestimento con i bancali.
Nel campo del tessile ho adocchiato Cècì e Pixxi.
Sono queste le occasioni in cui vorrei avere molti soldi da spendere.
Ci vedremo alla prossima edizione!

martedì 26 maggio 2015

Zodio a Milano!

Finalmente anche io sono riuscita ad andare da Zodio, nuovo punto vendita del gruppo Adeo (già presente in Italia con Brico Center e Leroy Merlin) dedicato alla decorazione d'interni e al fai da te che ha aperto i battenti a Rozzano, in provincia di Milano.
Perché non sono andata prima? Semplicemente perché l'invito riservatomi in quanto tesserata Brico mi è stato recapitato in ritardo (grazie Poste Italiane) e non sono riuscita a organizzarmi in tempo. Per fortuna la scorsa settimana sono riuscita a pianificare meglio i miei impegni e a prenotare anche un posto per uno dei corsi che si svolgono nella loro struttura, quindi ecco il mio resoconto.
Da cosa iniziare? Nell'immagine di copertina potete ammirare il meraviglioso benvenuto con cui si viene accolti all'ingresso. Non manca nulla: è ricco di particolari, colori ed elementi onirici che già al primo sguardo mi hanno fatto innamorare di questo posto.

Varcata la soglia si possono ammirare suggerimenti di allestimento realizzati con gli articoli in vendita e arricchiti da spunti DIY, ricorrenti in tutto il negozio.

La sezione dedicata alla cucina è stupenda: divisa per argomento e colore offre una vastissima scelta (avrei preso ogni modello di alzatina disponibile, prima o poi avrò una casa abbastanza grande per poter soddisfare questo desiderio).

Giunta nella zona craft sono stata accolta dalla merceria creativa allestita dalla meravigliosa Elena Fiore, che seguo con passione in ogni sua avventura (mi ero abbonata a Cucito e Creatività solo perché l'idea che lei fosse l'autrice di alcuni progetti rappresentava per me garanzia di qualità).
Dopo la merceria, fitta di piccoli tesori, si passa all'area Decopatch, un prodotto che vedo così sbarcare in Italia per la prima volta (fino ad oggi avevo visto i loro coloratissimi articoli in vendita solo in Francia). Cosa dire poi dell'offerta di pomelli in tutte le forme e colori, anche personalizzabili? Oltre ai kit per realizzare orolori, alle applicazioni per i muri, i deco tape... Ho fotografato tutto ma ho dovuto selezionare solo poche immagini, non è stato affatto semplice!

A questo punto si approda al meraviglioso salotto, ideato per accogliere ogni visitatore come in una casa. In effetti l'aspetto è proprio quello di un soggiorno, solo molto più bello, molto più colorato e molto più creativo. Insomma, chi può vantare i piatti cuciti da Elena sulle pareti della propria casa oppure le lanterne di carta di Ilaria?
Qui è possibile sedersi sul divano e prendere in prestito un libro (ma anche lasciarne uno per ricambiare l'ospitalità), bere un caffè seduti al tavolo accanto alla cucina, ricaricare il proprio cellulare.

Si affaccia su questo salottino anche l'atelier creativo gestito da Ilaria, dove è possibile seguire diversi corsi o prenotare l'utilizzo degli strumenti messi a disposizione. Io ho imparato a realizzare le piccole lanterne di carta che vedete nella foto (sul divano decorato sempre da Elena Fiore) ma gli atelier in programma sono molti e tutti interessanti.
Cosa aggiungere? Ho perso la testa per questo negozio.
Il personale è tra i più qualificati con i quali abbia mai avuto a che fare (ho saputo in quale modo sono stati reclutati e questo aumenta esponenzialmente la mia stima nei loro confronti) e spunti e stimoli creativi sono distribuiti in ogni angolo. Posso solo consigliarvi di vedere con i vostri occhi ciò che ho raccontato e verificare di persona, magari ci incontreremo in quel meraviglioso salotto...

P.S. Come prevedibile, anche il bagno è stilosamente craft!

martedì 19 maggio 2015

Laboratori per bambini



Qualche mese fa avevo scritto un pezzo per Paper Project dove raccontavo “Il potere educativo del fai da te” attraverso l’esperienza della coordinatrice di un doposcuola parrocchiale di Milano e la scorsa settimana sono stata invitata a partecipare a un loro laboratorio. Si è trattato di una bellissima esperienza quindi ci tengo a raccontarla.
L’idea alla base di questo incontro consisteva nell'ascoltare alcune storie e disegnarle insieme ai bambini: a loro disposizione c’erano sia fogli bianchi sia segnalibri e schede da colorare per chi non si sentiva autonomo.
Appena ha avuto inizio la narrazione ho incominciato a illustrare insieme a Dalia, una volontaria del doposcuola dotata di grande talento per il disegno, mentre tanti occhi curiosi si alzavano dai loro fogli per osservare il mio sul quale prendeva forma un drago. Abituata a disegnare in solitudine mi sono dovuta adattare alla condivisione dello spazio con piccole braccia che si protendevano per raggiungere i colori al centro del tavolo o che inavvertitamente mi urtavano, ma mi sono lasciata coinvolgere in fretta dal loro entusiasmo e in poche pennellate ho concluso il disegno. Quando il racconto è terminato abbiamo rotto il silenzio e iniziato a scambiarci consigli. Qualcuno ha chiesto un parere sul suo lavoretto, altri hanno voluto informazioni sugli strumenti utilizzati da me (li ho stupiti con uno spazzolino da denti) e infine sono piovute tante richieste di disegni. Per rendere l’esperienza più “didattica” non ho voluto limitarmi a riprodurre l’immagine in più copie ma ho deciso di spiegare come si costruisce la struttura di un'illustrazione e far aggiungere a loro tutti i particolari per completarla. In questo modo hanno ottenuto disegni molto personalizzati e ai draghi cattivi si sono affiancati draghi allegri custodi di dolciumi o draghi femmina con fiocco in testa e ciglia lunghe.
Come accade sempre, anche questa volta i bambini hanno saputo stupirmi: quando passavo a spiegare la procedura per "costruire" un disegno al bambino successivo (visto che nel frattempo si era creata una vera e propria lista d’attesa) era stato così attento durante la spiegazione precedente che sapeva ripetere le mie esatte parole. Alla faccia di chi dice che non stanno attenti quando gli si insegna qualcosa! In realtà sono dotati di un’enorme curiosità che non vedono l’ora di saziare.
Inoltre ammetto di aver provato un’enorme tenerezza quando mi chiamavano “maestra” e se non fosse arrivato l’orario della merenda probabilmente avrei continuato a disegnare fino a sera. Alcuni di loro non volevano smettere perché a casa non avrebbero avuto la possibilità di usare gli stessi materiali che il doposcuola mette a disposizione e anche questo mi ha fatto capire quale opportunità costituisca questo luogo soprattutto per bambini che hanno scarse disponibilità economiche.
In definitiva, sono veramente felice di aver preso parte a questo laboratorio e aver potuto dare il mio piccolo contributo. Tuttavia i miei complimenti vanno soprattutto alla coordinatrice Sabrina, che ogni volta si impegna per trovare nuovi stimoli e riesce a farli divertire ed educarli allo stesso tempo. Spero che altre realtà come queste accompagnino tutti i bambini nella loro crescita.